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Olimpia, il Partizan fa la differenza nel finale. Milano paga le difficoltà difensive

Partizan Belgrado–Olimpia Milano 92-76 (20-16, 22-20, 21-22, 29-18)

di Giuseppe Marmina · EuroLeague 2026/27, 1ª giornata · 25 settembre 2026

Comincia con una sconfitta sul campo del Partizan Belgrado la stagione europea dell'Olimpia Milano. Il 92-76 finale punisce una squadra che, dopo un primo tempo complicato, era riuscita a recuperare uno svantaggio in doppia cifra fino a raggiungere la parità nel terzo quarto, prima di cedere nettamente negli ultimi dieci minuti. Milano ha avuto il merito di rimanere in partita anche nei momenti più difficili, ma ha pagato le 16 palle perse e soprattutto una prestazione difensiva che non è riuscita a contenere la fisicità e la qualità delle iniziative individuali dei padroni di casa. Il Partizan ha progressivamente preso il controllo della gara, trovando in Carlik Jones il giocatore capace di fare la differenza quando la partita sembrava ancora aperta.

16palle perse di Milano
20/27Partizan in area
129,6ORtg Partizan
35-19il parziale dopo il 57-57

L'avvio è caratterizzato da un ritmo elevato, con entrambe le squadre che cercano di attaccare nei primi secondi dell'azione. Il Partizan prova immediatamente a sfruttare il proprio vantaggio fisico, soprattutto attraverso le iniziative degli esterni e la capacità di occupare gli spazi vicino a canestro. Milano fatica a contenere le penetrazioni e concede qualche conclusione troppo semplice, mentre nella metà campo offensiva alterna buone iniziative a possessi meno convincenti. L'ingresso di Thompson e Booker offre qualche soluzione in più e permette ai biancorossi di chiudere il primo quarto sul 20-16.

Le difficoltà aumentano all'inizio del secondo periodo, quando il Partizan costruisce un parziale di 8-0 e raggiunge il 26-16. I padroni di casa riescono a imporre la propria fisicità, mentre Milano non trova immediatamente le contromisure per limitare gli uno contro uno e impedire agli avversari di arrivare nelle posizioni preferite. È soprattutto Alec Peters a tenere in partita l'Olimpia, mostrando una buona selezione delle conclusioni e sfruttando con intelligenza gli spazi disponibili. Il suo contributo permette alla squadra di Poeta di contenere il distacco e di arrivare all'intervallo sul 42-36, un risultato che lascia aperta una partita nella quale il Partizan aveva avuto più di un'occasione per allungare.

Nel terzo quarto Milano offre probabilmente la parte migliore della propria prestazione. Hall trova il canestro dall'arco, Guduric assume maggiori responsabilità nella gestione del gioco e l'Olimpia riesce a recuperare progressivamente terreno. La squadra di Poeta mostra una maggiore capacità di reggere il confronto fisico, trovando anche qualche buona soluzione in transizione e riuscendo a coinvolgere con più regolarità i propri realizzatori. La schiacciata di Booker che vale il 57-57, a poco più di due minuti dalla fine del periodo, sembra poter cambiare l'andamento della gara. Il Partizan, però, reagisce immediatamente e chiude il terzo quarto avanti 63-58.

È nell'ultimo periodo che emergono le differenze più evidenti tra le due squadre. I padroni di casa trovano maggiore facilità nell'attaccare la difesa milanese e costruiscono rapidamente un nuovo vantaggio in doppia cifra. Carlik Jones diventa il riferimento principale, dimostrando una notevole capacità di alternare iniziative personali e coinvolgimento dei compagni. Il playmaker del Partizan chiude con 20 punti e 10 assist, ma soprattutto riesce a riconoscere con grande precisione le situazioni nelle quali attaccare il proprio difensore oppure sfruttare gli aiuti per liberare un compagno.

Milano non trova risposte adeguate. La difesa sul perimetro concede troppo spesso il primo vantaggio e le rotazioni successive non riescono a compensare le difficoltà iniziali. Il Partizan arriva con eccessiva facilità dentro l'area, costringendo i difensori milanesi a intervenire in ritardo e aprendo spazi per i tiratori. I serbi chiudono con 20 canestri su 27 tentativi complessivi al ferro e nel resto dell'area, un dato significativo soprattutto per la qualità delle opportunità concesse. Una squadra che subisce con questa frequenza vicino a canestro difficilmente può controllare il ritmo della partita, perché finisce per essere costantemente costretta ad adattarsi alle scelte dell'avversario.

Anche la gestione dei quintetti merita qualche riflessione. Poeta alterna combinazioni differenti, cercando di trovare un equilibrio tra capacità realizzative e solidità difensiva, ma alcune soluzioni mostrano difficoltà evidenti. La formazione con Guduric, Peters, Thompson, Hall e Wright produce un rendimento offensivo discreto, ma concede troppo nella propria metà campo. Ancora più negativo il breve impiego del quintetto formato da Guduric, Booker, Bolmaro, Thompson e Burnell, che subisce un parziale di 11-4 in meno di quattro minuti. Si tratta naturalmente di campioni troppo piccoli per trarre conclusioni definitive, ma che suggeriscono la necessità di valutare attentamente gli accoppiamenti difensivi e la complementarità tra i giocatori.

La sensazione è che Milano debba ancora trovare una distribuzione convincente delle responsabilità, soprattutto quando è necessario garantire una presenza difensiva adeguata senza rinunciare alle qualità dei propri esterni. Alcune combinazioni offrono maggiori possibilità di creare gioco, altre assicurano più fisicità, ma contro il Partizan non è emersa una soluzione capace di sostenere entrambe le esigenze per un periodo sufficientemente lungo. È un aspetto sul quale Poeta dovrà lavorare, anche considerando le caratteristiche di un roster nel quale convivono giocatori con qualità offensive importanti ma non sempre facilmente integrabili sul piano difensivo.

Le 16 palle perse rappresentano l'altro elemento che ha inciso sulla partita. Milano ha chiuso con percentuali di tiro complessivamente discrete, ma ha compromesso troppi possessi prima ancora di arrivare alla conclusione. Un limite che ha ridotto le opportunità di mettere in difficoltà il Partizan, soprattutto nei momenti nei quali sarebbe stato necessario rallentare il ritmo e gestire con maggiore attenzione il pallone. Quando i padroni di casa hanno costruito il vantaggio decisivo, l'Olimpia non è più riuscita a trovare la necessaria precisione per impedire che il distacco aumentasse.

Sul piano individuale, Peters è probabilmente il giocatore milanese più convincente. I suoi 17 punti arrivano con ottime percentuali e confermano quanto possa essere utile quando viene coinvolto in situazioni adatte alle proprie caratteristiche. Guduric aggiunge 17 punti e 5 assist, mostrando buone iniziative soprattutto nella fase centrale della gara, mentre Hall chiude con 13 punti. Meno convincente il contributo degli altri esterni, con Bolmaro praticamente assente dalla produzione offensiva e Wright che accompagna i suoi 6 punti con quattro palloni persi. Prestazioni differenti, che però vanno valutate all'interno di un funzionamento collettivo ancora lontano da quello necessario per competere con regolarità a questo livello.

Il 29-18 dell'ultimo quarto rappresenta l'aspetto più difficile da accettare. Dopo avere recuperato dieci punti ed essere arrivata alla parità, Milano avrebbe dovuto trovare almeno le risorse per rimanere in partita fino agli ultimi possessi. È successo invece il contrario. Il Partizan ha alzato ulteriormente la qualità del proprio gioco, mentre l'Olimpia ha progressivamente perso la capacità di opporre una resistenza adeguata, finendo per subire una sconfitta molto più netta di quanto l'andamento dei primi trenta minuti potesse far immaginare.

È naturalmente prematuro esprimere giudizi definitivi sulla squadra di Poeta dopo una sola partita europea, ma l'esordio di Belgrado lascia alcune indicazioni precise. Milano dispone di giocatori capaci di produrre punti e di risolvere situazioni complicate, ma deve ancora trovare un'identità difensiva riconoscibile e una migliore compatibilità tra le diverse combinazioni utilizzate. Il Partizan ha vinto perché ha saputo individuare e sfruttare con maggiore precisione le debolezze dell'avversario, senza concedere all'Olimpia la possibilità di prendere realmente il controllo della gara.

La riflessione riguarda soprattutto ciò che è successo dopo il 57-57. Milano aveva recuperato lo svantaggio ed era riuscita a riportare la partita in equilibrio, ma da quel momento ha subito un parziale complessivo di 35-19. Una differenza troppo ampia per essere spiegata soltanto con la maggiore qualità individuale del Partizan. Nei momenti nei quali sarebbe servita una risposta collettiva, la squadra di Poeta non è riuscita a trovarla. Ed è da questa difficoltà, prima ancora che dal risultato, che dovrà partire l'analisi della prima sconfitta europea.

Olimpia Data Report #1

I numeri della partita

Partizan BelgradoPartizan92
76Olimpia MilanoMilano
  1. 1° Q20-16
  2. 2° Q22-20
  3. 3° Q21-22
  4. 4° Q29-18

EuroLeague 2026/27 · Regular season, 1ª giornata · 25 settembre 2026 · Belgrade Arena, Belgrado

Statistiche avanzate

PARMIL
92Punti76
71Possessi72
79Azioni78
129,6Offensive Rating105,6
63,7%eFG%58,8%
65,8%True Shooting %61,4%
26,7%Rimbalzi offensivi %21,4%
12,7%Palle perse %20,5%
21,0%Free Throw Ratio15,8%

Riquadro pieno = dato migliore.

Andamento per quarto

Partizan BelgradoOlimpia Milano
20
16
1° Q 18 · 111,1 18 · 88,9
22
20
2° Q 18 · 122,2 19 · 105,3
21
22
3° Q 18 · 116,7 18 · 122,2
29
18
4° Q 17 · 170,6 17 · 105,9

Sotto ogni quarto: possessi · punti per 100 possessi (ORtg) di ciascuna squadra.

Lettura della partita

  1. L'ultimo vantaggio sul 4-6

    Milano è stata avanti 6-4 a 6:24 dalla fine del primo quarto, poi il Partizan ha risposto con un 7-0 e con un 8-0 a cavallo dei primi due quarti, dal 18-16 al 26-16.

  2. Il 6-0 del terzo quarto

    Dal 57-51 a 3:34 dalla fine del terzo quarto Milano ha piazzato un 6-0 e ha pareggiato sul 57-57 a 2:14 dalla sirena del periodo, chiuso poi sul 63-58.

  3. La fuga dell'ultimo quarto

    Nel quarto periodo il Partizan ha piazzato un 7-0 fino al 72-61, poi un altro 7-0 dal 77-68 all'84-68 e il +18 sull'88-70 a 2:40 dalla fine.

Profilo di tiro

Partizan Belgrado

Mappa di tiro di Partizan Belgrado: 62 tiri, pieni i segnati, vuoti gli sbagliati
Mappa di tiro · 62 tiri · segnato sbagliato
Tipo di tiroS/T%AstPt
Al ferro4/4100,048
Area16/2369,6532
Media distanza3/1127,316
Tripla dall'angolo0/20,000
Tripla frontale11/2250,0933
Totale34/6254,81979

Olimpia Milano

Mappa di tiro di Olimpia Milano: 57 tiri, pieni i segnati, vuoti gli sbagliati
Mappa di tiro · 57 tiri · segnato sbagliato
Tipo di tiroS/T%AstPt
Al ferro2/2100,024
Area10/1952,6420
Media distanza5/1338,5210
Tripla dall'angolo2/540,026
Tripla frontale9/1850,0727
Totale28/5749,11767

Punti per situazione

PARMIL
SituazionePtPossPPPPtPossPPP
Attacco a metà campo71501,4256561,00
Seconda opportunità771,001262,00
Dopo palla persa avversaria6100,60690,67
Contropiede842,00212,00
Totale92711,3076721,06

Ogni possesso in una sola categoria (contropiede, poi seconda opportunità, poi palla persa avversaria). PPP = punti per possesso.

Come inizia il possesso

PARMIL
InizioPt/PossPPPPt/PossPPP
Dopo canestro subito42/311,3544/381,16
Dopo rimbalzo difensivo33/221,5024/221,09
Dopo palla persa viva12/121,002/21,00

Dopo un canestro subito si attacca la difesa schierata, dopo un rimbalzo difensivo o un recupero si può correre.

Ultimi 5 minuti · dal 77-68 al 92-76

PARMIL
Parziale158
Tiri dal campo6/113/6
Palle perse13
Punti per possesso1,500,80

Giocatori di Milano

GiocatoreMinPtTiri3PTLTS%USG%AstPPNet in campoNet in panchinaOn/Off
Peters30:10175/72/25/585,019,311−5,9−67,9+62,0
Guduric29:20177/133/60/065,426,852−36,6+10,5−47,2
Hall27:52135/113/60/059,122,631−8,5−53,3+44,8
Wright27:2962/50/12/350,019,234−14,6−42,6+28,0
Bolmaro23:5710/30/01/212,510,021−17,4−33,3+16,0
Thompson21:2373/60/21/150,020,522−25,1−22,3−2,9
Burnell11:5431/31/20/050,011,510−30,8−19,6−11,2
Booker10:2394/71/20/064,333,301−50,0−14,0−36,0
Cole08:1300/10/10/00,020,002−64,3−14,3−50,0
Ricci05:5731/11/10/0150,09,100−76,4−14,8−61,6
Flaccadori03:2200/00/00/0–14,3010,0−26,8+26,8

TS% con i soli liberi che chiudono il possesso; USG% = quota di azioni usate con il giocatore in campo. Net Rating di squadra per 100 possessi con il giocatore in campo e in panchina: campione di una sola partita.

Quintetti di Milano

QuintettoMinPoss A/DORtgDRtgNet
Guduric · Peters · Thompson · Hall · Wright8:0214/13121,4153,8−32,4
Guduric · Peters · Bolmaro · Hall · Wright6:048/9187,5188,9−1,4
Guduric · Peters · Hall · Wright · Cole4:558/975,0122,2−47,2
Peters · Bolmaro · Thompson · Hall · Wright4:037/6114,3116,7−2,4
Guduric · Booker · Bolmaro · Thompson · Burnell3:519/844,4137,5−93,1
Ricci · Guduric · Booker · Bolmaro · Cole2:113/3133,3233,3−100,0

Minimo 3 possessi in attacco e in difesa, su 20 quintetti schierati. Rating per 100 possessi, campione ridotto. Liberi attribuiti al quintetto in campo al momento del fallo.

I 5 fattori della sconfitta

  1. 29 punti nell'ultimo quarto

    Il Partizan ha segnato 29 punti in 17 possessi (170,6 ogni 100) e ha trasformato il 63-58 di fine terzo quarto nel 92-76 finale.

  2. 20/27 in area concesso

    Il Partizan ha chiuso 4/4 al ferro e 16/23 nel resto dell'area, 40 punti da due contro una difesa che non ha protetto il pitturato.

  3. Carlik Jones: 20 punti e 10 assist

    Il playmaker del Partizan ha tirato 4/6 da tre e ha mandato a canestro i compagni per altre dieci volte, guidando un attacco da 129,6 di ORtg.

  4. 16 palle perse

    Milano ha perso 16 palloni contro i 10 del Partizan e ha tirato 57 volte dal campo contro 62: cinque conclusioni in meno in una partita da 1,06 punti per possesso.

  5. La seconda unità a −93,1

    Guduric, Booker, Bolmaro, Thompson e Burnell hanno giocato 3:51 con un parziale di 4-11, 44,4 di ORtg e 137,5 di DRtg.

Elaborazione su dati ufficiali EuroLeague (play-by-play), a cura di Giuseppe Marmina.

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