Olimpia, un'altra occasione sprecata. A Vitoria Milano si ferma sul più bello
Baskonia–Olimpia Milano 86-76 (26-16, 18-20, 21-24, 21-16)
di Giuseppe Marmina · EuroLeague 2026/27, 3ª giornata · 2 ottobre 2026
Seconda trasferta e seconda sconfitta in EuroLeague per l'Olimpia Milano, battuta 86-76 dal Baskonia di Paolo Galbiati al termine di una partita nella quale la squadra di Peppe Poeta è stata costretta a inseguire quasi sempre, riuscendo comunque a portarsi avanti a poco meno di sette minuti dalla conclusione. Il 70-72 sembrava poter premiare la pazienza dei milanesi, capaci di recuperare uno svantaggio arrivato anche in doppia cifra, ma da quel momento l'Olimpia ha praticamente smesso di segnare, subendo un parziale di 16-4 che ha consegnato la vittoria ai padroni di casa. Una sconfitta che lascia parecchi rimpianti, soprattutto per l'incapacità di sfruttare il momento favorevole e per le difficoltà offensive emerse proprio quando sarebbe stato necessario gestire con maggiore attenzione i possessi.
L'approccio alla partita è decisamente negativo. Il Baskonia parte con un parziale di 8-0 nei primi cento secondi, approfittando di una difesa milanese poco reattiva e di un attacco che fatica immediatamente a trovare buone conclusioni. La squadra di Galbiati gioca con maggiore aggressività, attacca gli spazi e riesce a mettere in difficoltà gli esterni dell'Olimpia, costringendo Poeta a cercare rapidamente soluzioni per contenere il divario. I baschi raggiungono il massimo vantaggio del primo quarto sul 24-11 e chiudono i primi dieci minuti avanti 26-16, dopo avere imposto il proprio gioco con una facilità preoccupante.
Milano prova a riorganizzarsi nel secondo periodo, trovando una migliore presenza vicino a canestro e qualche buona iniziativa di Moses Wright, il giocatore che più di altri riesce a sfruttare le proprie caratteristiche atletiche. Devon Hall assume maggiori responsabilità nella gestione del gioco e cerca di coinvolgere i compagni, ma il Baskonia mantiene il controllo del punteggio grazie alla capacità di trovare soluzioni offensive senza dover ricorrere continuamente a iniziative individuali. L'Olimpia riesce comunque a ridurre leggermente lo svantaggio e va all'intervallo sotto 44-36, lasciando aperta una partita che nei primi minuti aveva rischiato di compromettere.
Il terzo quarto è probabilmente il periodo nel quale Milano offre le indicazioni migliori. La squadra di Poeta riesce a trovare maggiore efficacia nelle iniziative vicino a canestro e sfrutta con più convinzione le opportunità di correre dopo un recupero o un rimbalzo difensivo. Wright continua a rappresentare un riferimento importante, mentre Hall riesce a dare maggiore ordine alla manovra. Il Baskonia, però, risponde con la stessa facilità con la quale aveva costruito il vantaggio iniziale e torna a undici punti di margine sul 65-54.
L'Olimpia ha il merito di non uscire dalla partita. Negli ultimi possessi del terzo periodo costruisce un parziale di 6-0 che le permette di rientrare sul 65-60, per poi completare la rimonta all'inizio dell'ultimo quarto. Il sorpasso arriva sul 70-72 a 6:41 dalla sirena, al termine di una fase nella quale Milano sembra finalmente avere trovato le condizioni per mettere in difficoltà i padroni di casa.
È proprio da quel momento, però, che la partita cambia nuovamente. Il Baskonia reagisce con un parziale di 8-0, riportandosi avanti 78-72, mentre l'Olimpia comincia a incontrare difficoltà sempre maggiori nella ricerca di conclusioni pulite. La circolazione della palla perde fluidità, gli spazi vengono occupati con minore efficacia e i possessi finiscono per dipendere eccessivamente dalla capacità dei singoli di inventare qualcosa. Milano non riesce più a costruire un tiro dal campo e negli ultimi cinque minuti chiude con uno sconfortante 0/8, accompagnato da due palle perse. Un finale che vanifica il lavoro compiuto per recuperare lo svantaggio.
La differenza tra le due squadre emerge soprattutto nella qualità delle conclusioni. Il Baskonia riesce a costruire vantaggi con maggiore facilità, sfruttando sia la capacità degli esterni di attaccare dal palleggio sia il movimento dei compagni senza palla. Milano, invece, trova spesso una difesa già organizzata e fatica a creare quelle situazioni nelle quali il primo vantaggio possa produrne uno successivo. Non sorprende, in questo senso, la differenza di rendimento negli attacchi a metà campo, dove i baschi producono 1,18 punti per possesso contro appena 0,87 dell'Olimpia. Un divario significativo, che aiuta a comprendere perché Milano abbia dovuto faticare così tanto per rimanere in partita.
Particolarmente negativa la precisione nelle conclusioni lontano dal ferro. Il 7/24 da tre punti rappresenta un limite evidente, ma ancora più significativo è il 2/13 dalla media distanza. Non si tratta soltanto di una serata poco fortunata al tiro. Alcune di queste conclusioni arrivano al termine di possessi nei quali Milano non è riuscita a creare un vantaggio sufficientemente chiaro, finendo per affidarsi a soluzioni complicate. Quando Wright riesce a ricevere vicino a canestro o gli esterni trovano spazio per attaccare il ferro, la produzione migliora. Il problema nasce quando il Baskonia riesce a togliere queste possibilità e costringe l'Olimpia a costruire il proprio gioco lontano dall'area.
Anche la prestazione difensiva merita una valutazione critica. Il Baskonia chiude con percentuali molto elevate, soprattutto grazie alla qualità delle opportunità costruite. La difesa milanese concede troppo spesso spazio al primo vantaggio e non sempre riesce a trovare una rotazione efficace per proteggere il canestro o contestare le conclusioni sul perimetro. AJ Lawson, autore di 16 punti con quattro triple, rappresenta uno dei principali problemi per gli esterni biancorossi, mentre DJ Stewart contribuisce con 12 punti. Milano riesce a recuperare diversi palloni e a sfruttare alcune situazioni di transizione, ma fatica maggiormente quando è costretta a difendere contro un attacco organizzato.
Le difficoltà emergono anche dall'analisi delle combinazioni utilizzate da Poeta. Il quintetto formato da Peters, Bolmaro, Thompson, Hall e Wright, impiegato per oltre tredici minuti, concede 38 punti in 24 possessi difensivi, un rendimento troppo elevato per poter sostenere il confronto. Ancora più complicato il breve impiego della formazione con Peters, Hall, Wright, Cole e Burnell, che non riesce a trovare un equilibrio soddisfacente. Si tratta naturalmente di dati relativi a una sola partita, ma confermano quanto sia importante individuare combinazioni capaci di garantire una maggiore affidabilità difensiva.
Sul piano individuale, Wright è il miglior realizzatore milanese con 17 punti, pur alternando buone soluzioni vicino a canestro ad alcune conclusioni meno convincenti. Hall chiude con 12 punti e 12 assist, assumendosi gran parte delle responsabilità nella costruzione del gioco. Una prestazione interessante per la capacità di coinvolgere i compagni, anche se il rendimento complessivo dell'attacco non sempre riesce a beneficiare del suo lavoro. Peters aggiunge 10 punti, mentre Cole e Burnell ne realizzano 8 ciascuno. È soprattutto la mancanza di una seconda fonte realizzativa affidabile nei momenti decisivi a pesare, quando il Baskonia riesce a limitare le principali opzioni offensive dell'Olimpia.
Rispetto alla partita contro il Partizan, Milano mostra una maggiore capacità di rimanere competitiva anche dopo un avvio negativo, ma finisce per commettere errori simili nella gestione dei momenti decisivi. A Belgrado la squadra di Poeta aveva raggiunto la parità nel terzo quarto prima di subire l'allungo degli avversari. A Vitoria riesce addirittura a passare in vantaggio, ma non trova le risorse necessarie per difenderlo. Due partite differenti per andamento e caratteristiche, accomunate però dalla difficoltà di mantenere un livello di esecuzione adeguato quando il confronto entra nella sua fase conclusiva.
È soprattutto questo l'aspetto sul quale riflettere. L'Olimpia dispone di giocatori con qualità individuali importanti, ma non sembra ancora avere sviluppato un'organizzazione sufficientemente solida da sostenerla quando le iniziative personali non producono risultati. Il problema non riguarda soltanto la precisione al tiro, perché una squadra può attraversare momenti negativi senza compromettere necessariamente una partita. A Vitoria, invece, Milano non è riuscita a trovare alternative quando il Baskonia ha modificato il proprio atteggiamento difensivo e ha cominciato a togliere spazio alle soluzioni utilizzate durante la rimonta.
La sconfitta pesa soprattutto per il modo nel quale è maturata. Recuperare undici punti e portarsi avanti a meno di sette minuti dalla fine avrebbe dovuto offrire all'Olimpia la possibilità di giocare il finale con maggiore fiducia. Il Baskonia ha invece mostrato più capacità di adattamento, trovando immediatamente le risposte necessarie per riprendere il controllo. Milano ha finito per inseguire nuovamente, senza riuscire a costruire un solo canestro dal campo negli ultimi cinque minuti.
Dopo tre giornate di EuroLeague, con una vittoria ottenuta sulla sirena contro la Virtus e due sconfitte esterne, il bilancio dell'Olimpia impone qualche riflessione. Non tanto per il numero di partite perse, quanto per le modalità con le quali sono maturate. Poeta ha ancora tempo per definire gli equilibri del roster e individuare le combinazioni più funzionali, ma la capacità di gestire i possessi decisivi e la necessità di trovare una maggiore solidità difensiva rappresentano già due questioni sulle quali intervenire. Perché recuperare una partita richiede qualità e carattere, ma saperla vincere quando si presenta l'occasione richiede qualcosa in più.
Olimpia Data Report #4
I numeri della partita
- 1° Q26-16
- 2° Q18-20
- 3° Q21-24
- 4° Q21-16
Statistiche avanzate
Riquadro pieno = dato migliore.
Andamento per quarto
Sotto ogni quarto: possessi · punti per 100 possessi (ORtg) di ciascuna squadra.
Lettura della partita
- L'8-0 d'apertura
Il Baskonia ha aperto con un 8-0 nei primi 1:40 e ha toccato il +13 sul 24-11 a 2:16 dalla fine del primo quarto, chiuso sul 26-16.
- Il rientro del terzo quarto
Dopo il 7-0 basco fino al 65-54, Milano ha chiuso il terzo quarto con un 6-0 ed è rientrata sul 65-60 a 19 secondi dalla sirena del periodo.
- Il sorpasso e la chiusura basca
Con un 7-0 Milano è passata avanti 70-72 a 6:41 dalla fine, il suo primo vantaggio della partita. Il Baskonia ha risposto con un 8-0 fino al 78-72 a 3:21 dalla sirena.
Profilo di tiro
Saski Baskonia

| Tipo di tiro | S/T | % | Ast | Pt |
|---|---|---|---|---|
| Al ferro | 4/4 | 100,0 | 3 | 8 |
| Area | 12/22 | 54,5 | 5 | 24 |
| Media distanza | 5/7 | 71,4 | 2 | 10 |
| Tripla dall'angolo | 1/1 | 100,0 | 1 | 3 |
| Tripla frontale | 10/25 | 40,0 | 6 | 30 |
| Totale | 32/59 | 54,2 | 17 | 75 |
Olimpia Milano

| Tipo di tiro | S/T | % | Ast | Pt |
|---|---|---|---|---|
| Al ferro | 3/3 | 100,0 | 3 | 6 |
| Area | 13/25 | 52,0 | 6 | 26 |
| Media distanza | 2/13 | 15,4 | 0 | 4 |
| Tripla dall'angolo | 1/1 | 100,0 | 1 | 3 |
| Tripla frontale | 6/23 | 26,1 | 5 | 18 |
| Totale | 25/65 | 38,5 | 15 | 57 |
Punti per situazione
| BAS | MIL | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Situazione | Pt | Poss | PPP | Pt | Poss | PPP |
| Attacco a metà campo | 67 | 57 | 1,18 | 39 | 45 | 0,87 |
| Seconda opportunità | 4 | 6 | 0,67 | 11 | 11 | 1,00 |
| Dopo palla persa avversaria | 13 | 9 | 1,44 | 14 | 12 | 1,17 |
| Contropiede | 2 | 1 | 2,00 | 12 | 6 | 2,00 |
| Totale | 86 | 73 | 1,18 | 76 | 74 | 1,03 |
Ogni possesso in una sola categoria (contropiede, poi seconda opportunità, poi palla persa avversaria). PPP = punti per possesso.
Come inizia il possesso
| BAS | MIL | |||
|---|---|---|---|---|
| Inizio | Pt/Poss | PPP | Pt/Poss | PPP |
| Dopo canestro subito | 46/34 | 1,35 | 30/37 | 0,81 |
| Dopo rimbalzo difensivo | 21/26 | 0,81 | 22/19 | 1,16 |
| Dopo palla persa viva | 10/6 | 1,67 | 12/8 | 1,50 |
Dopo un canestro subito si attacca la difesa schierata, dopo un rimbalzo difensivo o un recupero si può correre.
Ultimi 5 minuti · dal 74-72 all'86-76
| BAS | MIL | |
|---|---|---|
| Parziale | 12 | 4 |
| Tiri dal campo | 5/9 | 0/8 |
| Palle perse | 1 | 2 |
| Punti per possesso | 1,33 | 0,44 |
Giocatori di Milano
| Giocatore | Min | Pt | Tiri | 3P | TL | TS% | USG% | Ast | PP | Net in campo | Net in panchina | On/Off |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Hall | 35:03 | 12 | 5/10 | 2/3 | 0/0 | 60,0 | 14,9 | 12 | 1 | −20,6 | +23,6 | −44,3 |
| Peters | 25:09 | 10 | 3/6 | 1/2 | 3/4 | 62,5 | 17,0 | 1 | 1 | −34,3 | +8,8 | −43,1 |
| Wright | 23:19 | 17 | 5/12 | 0/3 | 7/8 | 53,1 | 34,7 | 1 | 1 | −34,4 | +9,4 | −43,8 |
| Bolmaro | 23:10 | 7 | 3/9 | 1/2 | 0/0 | 38,9 | 20,8 | 1 | 1 | −8,6 | −22,5 | +13,9 |
| Cole | 21:47 | 8 | 2/9 | 0/5 | 4/4 | 36,4 | 25,5 | 0 | 2 | −10,0 | −20,2 | +10,2 |
| Burnell | 19:42 | 8 | 3/7 | 2/4 | 0/0 | 57,1 | 17,8 | 0 | 1 | −16,0 | −16,5 | +0,5 |
| Booker | 16:41 | 6 | 1/3 | 0/0 | 4/4 | 60,0 | 15,8 | 2 | 1 | +9,4 | −34,4 | +43,8 |
| Mathews | 15:01 | 3 | 1/4 | 0/3 | 1/2 | 30,0 | 16,7 | 0 | 1 | +0,5 | −25,6 | +26,1 |
| Thompson | 14:35 | 2 | 1/4 | 0/1 | 0/0 | 25,0 | 21,4 | 3 | 2 | −39,2 | −2,1 | −37,0 |
| Ricci | 05:33 | 3 | 1/1 | 1/1 | 0/0 | 150,0 | 7,7 | 0 | 0 | +67,3 | −28,6 | +95,8 |
TS% con i soli liberi che chiudono il possesso; USG% = quota di azioni usate con il giocatore in campo. Net Rating di squadra per 100 possessi con il giocatore in campo e in panchina: campione di una sola partita.
Quintetti di Milano
| Quintetto | Min | Poss A/D | ORtg | DRtg | Net |
|---|---|---|---|---|---|
| Peters · Bolmaro · Thompson · Hall · Wright | 13:19 | 24/24 | 125,0 | 158,3 | −33,3 |
| Booker · Hall · Cole · Burnell · Mathews | 5:31 | 11/11 | 118,2 | 127,3 | −9,1 |
| Peters · Hall · Wright · Cole · Burnell | 4:51 | 9/8 | 44,4 | 150,0 | −105,6 |
| Ricci · Booker · Cole · Burnell · Mathews | 3:32 | 8/6 | 87,5 | 33,3 | +54,2 |
| Booker · Bolmaro · Hall · Burnell · Mathews | 3:24 | 6/7 | 83,3 | 57,1 | +26,2 |
| Peters · Bolmaro · Hall · Wright · Cole | 1:59 | 3/3 | 133,3 | 66,7 | +66,7 |
Minimo 3 possessi in attacco e in difesa, su 15 quintetti schierati. Rating per 100 possessi, campione ridotto. Liberi attribuiti al quintetto in campo al momento del fallo.
I 5 fattori della sconfitta
- 0/8 negli ultimi 5 minuti
Dal 74-72 Milano ha segnato 4 punti in 9 possessi senza canestri dal campo e con 2 palle perse, mentre il Baskonia ne ha messi 12.
- 63,6% di eFG concesso
Il Baskonia ha tirato 11/26 da tre, con il 4/7 di Lawson (16 punti), e ha segnato 1,18 punti per possesso a metà campo.
- 2/13 dalla media distanza
Milano ha sommato 2/13 dalla media e 7/24 da tre: fuori dall'area ha prodotto 25 punti su 37 tiri.
- 26-16 nel primo quarto
Il Baskonia ha segnato 26 punti in 19 possessi (136,8 ogni 100) e Milano è passata avanti per la prima volta solo a 6:41 dalla fine.
- −33,3 per il quintetto base
Peters, Bolmaro, Thompson, Hall e Wright hanno giocato 13:19 con un parziale di 30-38 e 158,3 di DRtg.
Elaborazione su dati ufficiali EuroLeague (play-by-play), a cura di Giuseppe Marmina.